Mi chiamo Carmen Gianora Ceppi, vivo ad Arzo e sono mamma di due maschietti.

 Mi sono diplomata nel ormai lontano 1996 come Educatrice. Ho lavorato 17 anni: alcuni anni con adulti disabili ma perlopiù con bambini/ragazzi. 

 Da 5 anni entro ed esco da Nidi e alcune scuole dell’infanzia, dove svolgo la funzione di “perito d’esame”. Tale funzione mi ha dato l’opportunità di osservare, chi lavora e chi invece gioca: i bambini

 L’osservazione, strumento indispensabile nell’agire quotidiano, mi ha permesso, di mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali del ruolo educativo dell’adulto e del bisogno del bambino sull’altro fronte

Nasce così, un laboratorio legato alla cucina.

Il tentativo di dare un luogo per soddisfare il bisogno del bambino di esplorare, sperimentare e riscoprire il profondo legame che lega l’uomo alla natura. 

Credo nel valore educativo/affettivo del cucinare insieme e nell’azione pratica. 

Forse per questo, nel mio lavoro, mi sono sentita in sintonia con quei Nidi che offrivano un Metodo Montessori. 

In un mondo sempre più carico di stimoli, dove le azioni e le informazioni avvengono velocemente. Riscopro nel metodo Montessori un offerta essenziale di stimoli, ordine, ripetitività, attesa e silenzi, approfondimento e libertà.

Il bambino posto al centro con le sue enormi capacità diventa stimolo per l’educatore, lasciandosi condurre dai sui interrogativi e scoperte.

Credo perciò che l’apprendimento/crescita passi  soprattutto attraverso l’atto pratico e “il fare” metta in moto una serie di connessioni che facilitano l’apprendimento. 

 

 

 

 

Altro interessante punto di vista

Il seminario/laboratorio tenuto da Federica Buglioni, ha messo in luce molti aspetti interessanti legati al cibo e l’educazione alimentare.

 

✔️Dire ad un bambino” mangia la mela perché fa bene” diventa estraneamente riduttivo oltre a non significare nulla per lui.

Se si utilizza la mela per creare un’esperienza significativa/emozionale, stiamo facendo educazione alimentare. 

 

✔️Il cibo può diventare materiale didattico che offre  occasioni di apprendimento e conoscenza diversificate. Il cibo capace di costruire ponti tra storia, scienza, ricerca, arte, agricoltura e cultura.

 

✔️Il cibo bene primario, il cibo come linguaggio.

Prestiamo attenzione a come parliamo di cibo ai bambini, cercando di essere descrittivi/formativi, forniamo loro delle informazioni  e non utilizzando dei giudizi/pregiudizi.

 

✔️Cercare di trasmettere il piacere della ricerca, guardare una “cosa” da più punti di vista e in tutte le sue variabili possibili. 

Non esiste la mela, ma molte mele. Ognuna avrà un suo profumo, colore, storia ecc. 

 

✔️Il cibo è cultura da tramandare, che porta ricchezza e ci parla di tradizione.

Per i greci saper fare il pane era un bene  culturale di cui andarne fieri, perché presupponeva la conoscenza dell’agricultura, la trasformazione tramite il fuoco( cottura), l’abilità manuale (impastare)..