Il PENSIERO

È con l’avvento del cibo industriale, il cambiamento delle nostre abitudini, gli stili di vita e dove il tempo per dedicarsi alla preparazione di pietanze si fa sempre più scarso; che viene a rompersi quel cordone, che univa l’uomo alla natura.

La cucina era il luogo più vissuto dell’abitazione, ma anche il luogo dove veniva tramandato un certo sapere. Il ripetersi di riti stagionali, che oggi giorno vanno sempre più dissolvendosi, erano ricchi di significati affettivi e di insegnamenti. Ma anche di attese, perchè quel frutto veniva donato dalla natura in un momento ben determinato. 

Il cibo resta però, ancora oggi, un elemento centrale nelle nostre vite ed è grazie alla conoscenza di esso che possiamo comprendere meglio l’impatto che le nostre scelte alimentari quotidiane possono avere sull’intero pianeta.

 

 

Le premesse

Introduco ogni laboratorio con la seguente premessa: ”prendersi il tempo di sperimentare”, perché l’aspetto interessante é ciò che sta nel mezzo, tra l’inizio e il prodotto finale. 

Perché laboratorio e non corso?

Nel laboratorio il bambino risulta parte attiva.

Lo chef viene posto al centro, dove l’ambiente precedentemente preparato in un certo modo, favorisce il procedere dell’esperienza e la sperimentazione. 

Chi conduce il laboratorio passa così “ in secondo piano” durante l’esecuzione. 

L’ambiente preparato

Dosare le spiegazioni

 

Durante i laboratori mi sono più volte posta la domanda su cosa dire e non dire al gruppo prima della fase pratica.

Quale indicazioni indispensabili sottolineare, quali indicazioni tralasciare per non limitare la sperimentazione e la creatività del singolo.

Durante il laboratorio delle frittelle, dopo aver creato il composto per la cottura, ho messo a disposizione 4 fragole e mezza banana, cannella, miele e scaglie di cioccolato. Ho spiegato cosa significa impiattare e poi ho lasciato fare. Il bambino dimostra, che utilizzando la sperimentazione,  apprende da sè come svolgere determinate mansioni. 

Cosa significa promuovere l’autonomia?

 

Cito Maria Montessori: "aiutami a fare da solo"   Come applico nei miei laboratori questa massima?

Prima di ogni laboratorio, progetto  scrupolosamente ogni singola postazione, scelgo i materiali, la sequenza delle azioni che i bambini andranno a svolgere...

Come se passassi al setaccio tutto il laboratorio e stabilissi delle regole rivolte unicamente allo scopo di aiutare il più possibile il bambino, a fare  da solo.

Lascio che tu faccia perchè mi fido di te.

Spesso é un compito difficile per l'adulto farsi da parte e osservare senza correre subito in soccorso.

Progettare nel dettaglio un laboratorio permette all’educatore di intervenire il meno possibile sul lavoro che il bambino sta svolgendo, favorire l’ autocorrezione  e la concentrazione, interrompendo solo qual’ora è strettamente necessario, motivando.

La scelta dei materiali é importante in particolare nella fascia di età dai 3-7 anni. Offrire materiale a misura di bambini facilita il fare. 

La postazione di lavoro

Ad ogni Laboratorio ogni chef troverà la sua postazione preparata, dove svolgerà la sua ricetta. 

La postazione ad ogni laboratorio sarà modificata, incontrando strada facendo strumenti nuovi da scoprire ed utilizzare.

Offrendo la posizione singola con i propri strumenti, nonostante si lavori in gruppo, il singolo resta valorizzato.

 

Le schede

Le schede da me ideate  hanno moltecipli  funzioni:

 - stimolare la conoscenza degli alimenti: per esempio nominare il nome del frutto/verdura, in particolare con i più piccoli (3-6).

 - conoscere il nome degli utensili e la loro funzione ( frusta, colino....)  

- identificare gli ingredienti che verranno utilizzati per la realizzazione della ricetta  

- mettere in risalto le differenze; per esempio farina integrale/bianca, latte di origine vegetale/animale...

- approfondimento; in particolare per i bambini di quarta/quinta elementare: come è fatto un chicco di grano;  mini enciclopedia della frutta/verdura, sul retro di ogni scheda viene spiegata: provenienza, conservazione, scoperta, origine geografica e molto altro.  

- scoprire l’origine di determinati alimenti (cicli, filiere) come lo zucchero, la farina e il latte. 

- per comprendere meglio il procedimento e l’esecuzione durante la pratica per esempio: cosa significa “ fare la fontana con la farina?     

Sicurezza in cucina: l’utilizzo del coltello e altri strumenti potenzialmente pericolosi ( grattugie; pela patate...)

L’attività di cucina, porta con sè l’utilizzo del coltello e altri strumenti, che se utilizzati in modo non appropriato, possono effettivamente diventare pericolosi.

Imparare ad utilizzare il coltello è, secondo Maria Montessori, un abilità importante, in quanto sviluppa la precisione, il controllo dei movimenti, l’autostima e la fiducia in sè stessi.

Oggi  si ha la tendenza ad evitare, che i nostri bambini, si avvicinino gradualmente a questo strumento. Difatti  già a partire dai 12 mesi si può dare ai bambini un taglia verdure come quello riportato nella mia foto (impugnatura verde, lama ondulata) con il quale potranno affettare alimenti morbidi come per es: banane; verdura cotta. 

Sempre nella foto potete osservare i coltelli che propongo, a dipendenza dell’età e del grado di abilità da me osservato.

Ricordiamoci però che un coltello che non taglia non insegna al bambino ad essere prudente, anzi, mostra che se usato impropriamente non succede nulla.

Maria Montessori ci insegna che bisogna offrire al bambino oggetti veri, piccoli e adatti alle loro mani, ma in nient’altro devono essere differenti.

Per proteggerli da eventuali incidenti, il bambino deve essere sempre supervisionato da un adulto e seriamente interessato ad eseguire l’attività.

La motivazione farà scattare un alto livello di concentrazione nel bambino.

Trovo interessante la differenziazione che fa Maria Montessori tra l’allestimento della cucina giocattolo e le attività di vita pratica.

Quest’ultime hanno lo scopo di affinare la manualità e favorire l’autonomia. Quindi un coltello che non taglia potrebbe generare nel bambino incomprensione e frustrazione. 

 

Utilizzo del nostro principale strumento: LA MANO

Uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a voler proporre questo tipo di laboratori é il promuovere l’utilizzo delle mani. Il cucinare é un buon esercizio che permette al bambino di acquisire piano piano più dimestichezza, sia nell’utillizzo degli utensili sia nel affinare i suoi movimenti. Anche i questo caso l’allenamento, la pratica costante favorirà l’apprendimento.

Il laboratorio della frutta nasce quindi dall’esigenza di far approfondire l’uso del coltello con diverse consistenze e forme es: la banana è morbida e si taglia  facilmente, la mela essendo più dura, racchiude una difficoltà maggiore, l’ uva rotola e allora grazie alla tecnica del ponte ( molti bambini la utilizzano spontaneamente) il bambino riesce a tagliarla in sicurezza.

Il ricettario

Al termine del ciclo di laboratori, ma anche nel singolo laboratorio, il partecipante porterà a casa il recettario. 

Perche?

Lo scopo di questi laboratori è anche quello di stimolare a fare cucina al propio domicilio condividendo l’esperienza con i genitori e scoprire l’alto valore educativo che cucinare insieme racchiude.

All’interno del ricettario ci saranno alcune schede che stimoleranno lo chef a ricordarsi il percorso appena svolto.

 

L’importanza del riordino

Al termine della ricetta, ogni bambino provvederà al riordino della cucina. Questo momento è parte integrante del laboratorio e favorisce la collaborazione tra i partecipanti, i quali diventano una squadra con un solo obiettivo comune.

Contrariamente a quanto si pensa, sono attività apprezzate, in particolare lavare gli utensili da cucina. 

Educazione alimentare

Durante i miei laboratori fornisco alcune semplici  nozioni base di educazione alimentare.

Faccio riferimento alla piramide Svizzera alimentare ed untilizzo giochi sull’educazione alimentare e alcune schede ideate da me.

Non essendo nè docente di educazione alimentare nè nutrizionista, ma educatrice, la fonte da dove traggo le informazioni appartiene alla società Svizzera di nutrizione ssn, Promozione della Salute Svizzera, Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.